sabato 17 aprile 2010

Interviste: Michele Ibatici

Pubblicato da Luca Chirico alle ore: 10:59, quest' articolo ha: 1 commenti.

Con questo post inizia una serie di "interviste" legate alle persone che ho conosciuto nel mondo del football e che mi piacerebbe che anche chi non li conosce li potesse conoscere. Eh bello contorto no?

-^___^-

Ogni ssttimana pubblicherò 2/3 interviste (Mercoledì e Sabato normalmente), rigorosamente in ordine rispetto le risposte che ricevo, quindi non c'è preferenza ne simpatia nella scelta della pubblicazione, semplicemente chi prima risponde prima viene pubblicato. Giusto a scanso di equivoci.

Iniziamo da quello che è uno dei miei migliori amici in assoluto, anzi è un FRATELLO in tutto e per tutto, non che il primo che ha risposto al mio "appello".


D: Ciao Michele, e grazie del tempo che mi dedichi per questa intervista.
R: Ciao Luca, grazie a te!

D: Quando hai conosciuto il football americano e come.
R:Ho iniziato nel 1996 a Sarzana, anche se avevo pensato agli Iron Man visto che abitavo( e abito ) a Spezia, ma mi furono sconsigliati da parecchie persone e quindi Red Jackets!!!

D: In quali squadre hai militato?
R:Come giocatore: Red Jackets 1996-1999 e 2002-2007; Etruschi 2000; Blacks 2001

D:In quale ruolo hai giocato nella tua carriera, qual'è quello che hai sentito più tuo e qual'era il tuo numero di maglia?
R:Ho cominciato come RB, ruolo a cui sono tornato dopo qualche anno di girovagare come tappabuchi specialmente in difesa (quindi db e lb); certamente il ruolo che preferisco in assoluto e che mi ha dato le maggiori soddisfazioni personali e che mi ha permesso di dare il maggior contributo alla squadra, #30.

D: Il football rispetto agli anni d'oro è indubbiamente cambiato, secondo te quale può essere una soluzione per riportarlo ai fasti di un tempo?
R:In realtà rispetto a quando ho cominciato a giocare direi che il trend è assolutamente positivo, certo c'è ancora tanto tantissimo da fare...

D: Domanda da un milione di dollari, americani sì o americani no? E motivala...
R:Americani sì, purchè inseriti in un contesto non dico all'altezza, ma superiore all'attuale(non mi riferisco tanto al livello tecnico in campo, quanto soprattutto al livello "culturale"del football nostrano).Comunque americani che si allenino con i locals per 7/8 mesi all'anno per 4/5 allenamenti a settimana possono certamente far crescere il movimento, ma americani che arrivano in Italia il giovedì prima della prima di campionato servono (forse)solo a vincere qualche partita....

D: Lo sport sicuramente aiuta i ragazzi a maturare e crescere, cosa può insegnare per la vita di tutti i giorni il football?
R:Il rispetto per se stessi e gli altri (compagni ed avversari).

D: Sportivamente parlando la tua maggior soddisfazione?
R: La vittoria, come allenatore dell'attacco, dello scorso YoungBowl.

D: Ciao e grazie!
R: Dai bona...




Pubblicato da Luca Chirico alle ore: 10:59 di sabato 17 aprile 2010

Etichette: , , , ,

Pubblicizza: Invia questo articolo tramite e-mail ad uno o più tuoi amici

1 Response to Interviste: Michele Ibatici

martedì 20 aprile 2010 13:12:00 CEST

Dhe non poteva che essere questa la foto!! Me e te assieme!! da veri fratelli!

Posta un commento

Ciao, ti sarei grato se tu volessi lasciare un commento su quanto hai letto.


Ti chiedo se possibile di non lasciare un messaggio anonimo ma se tu proprio vuoi sei libero di farlo, e che mi piace sapere con chi parlo, tutto qui.

Ciao e grazie!