martedì 19 ottobre 2010

Lo spirito di un giocatore di football americano

Pubblicato da Luca Chirico alle ore: 17:36, quest' articolo ha: 14 commenti.

Partire sconfitti, saperlo ma non arrendersi e lottare sempre.


Prendo spunto da un commento su facebook di un giovane giocatore di football alle prime armi per provare a spiegare un concetto semplice e basilare...

Commento:"Come fai ad affrontarla con spirito quando sai che non sei altro che carne da macello, che servi soltanto per poter scrivere le cronache sportive del giorno dopo?"

E' vero, come fai? E' dura... bhe il concetto secondo me è molto semplice ed è il seguente.

Ricordati una cosa...e con gli anni, il passare della gente, delle partite, delle vittorie e delle sconfitte ti accorgerai di quanto vera è questa cosa.

Chi va in campo sapendo di non poter vincere, lottando allo spasimo per ogni secondo, senza cedere mai, senza temere niente e nessuno, sbattendosene del risultato ma donandosi al 100% alla sua causa, costui un giorno quando vincerà con la sua squadra potrà guardare chi è arrivato in una squadra vincente e dirgli:" Tu non puoi capire quanto tutto questo sia importante per me e per quelli come me che hanno mangiato quintalate di merda e subito cocenti sconfitte, oggi che tu puoi vincere da subito lo devi anche a me che ho perso per tanto tempo!"

L'onore non è la vittoria, la vittoria è il sigillo finale al percorso, l'onore è guardarsi dietro e dire ad amici fidati, FRATELLI "hai visto quanta strada abbiamo fatto assieme per arrivare qui?"...

...a volte può essere breve e semplice altre lungo e travagliato, ma più è lungo e travagliato più è dolce e duraturo il suo ricordo!

Questo è quello che distingue secondo me ESSERE un giocatore di football in Italia da uno che GIOCA a football in Italia.




Pubblicato da Luca Chirico alle ore: 17:36 di martedì 19 ottobre 2010

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14 Response to Lo spirito di un giocatore di football americano

Anonimo
mercoledì 20 ottobre 2010 11:09:00 CEST

è vero...io di periodi in cui si perdeva sempre non ne ho vissuti...ho fatto diversi campionati da metà classifica guardando praticamente tutte le azioni dalla panchina e non saltando mai un allenamento...e quando al primo anno da titolare abbiamo vinto il campionato ho goduto penso il doppio rispetto a quelli nuovi che hanno vissuto solo periodi vincenti...non posso immaginare quanto abbiano goduto quelli che come te hanno mangiato un infinità di merda...ma giocare al vostro fianco è un onore per tutti...
Aurele WR #20

Anonimo
mercoledì 20 ottobre 2010 11:19:00 CEST

ciao luca,in quello che hai scritto non cè niente di piu'vero..ESSERE un giocatore di football vuol dire crederci e farne parte sempre nel bene e sopratutto nel male..cioè quando le stai "prendendo" e ti senti come paralizzato e le gambe sembrano "strane"..molli..con una sensazione addosso quasi di impotenza per quello che stà succedendo..ma continui fino all'ultimo a lottare..GIOCARCI semplicemente altro non è che giocare e pensare come và và chissenefrega!! NON mettendoci l'anima e la passione..magari solo per fare il figo davanti a qualche bella ragazza dicendo:IO GIOCO..AMARLO ED ESSERCI DENTRO è UN'ALTRA COSA SECONDO Mè!! è AFFRONTARE UNA BATTAGLIA CON I PROPRI COMPAGNI ED ESSERE TUTTI UNITI SENZA DIFFERENZE TRA I PIU'BRAVI E QUELLI MENO..POICHè TUTTI CI STANNO METTENDO LA COSA PIU'IMPORTANTE: IL CUORE!!! CIAO ED UN'ABBRACCIO DAL TUO AMICO ANDRE..PER I SOCI DEL FOOTBALL DETTO ANKE "PIGIAMINO ;-)

Anonimo
mercoledì 20 ottobre 2010 11:29:00 CEST

Sono pienamente d'accordo con te Luca, bellissime parole, solo se si cade ci si accorge quanto e' dura rialzarsi e si gode appieno quando si impara a stare in piedi stabilemnte!
Sai quanto io apprezzi il lavoro fatto dai tuoi amati Reds nel corso degli anni, beh, quella e' la strada da seguire, i NOSTRI ragazzi devono imparare a camminare, a cadere e a rilzarsi, quando impareranno anche a correre potremo ritenerci soddisfatti del nostro lavoro e cominciare a raccoglierne i frutti, siamo sulla buona strada amico mio!
Per ora il nostro compito e' quello di aiutarli a somatizzare le sconfitte e le batoste e far capire loro che non tutto cio' che piega di conseguenza spezza, anzi, nella maggior parte dei casi fortifica e porta voglia di rivalsa e sete d'apprendimento!
La strada e' lunga...ma si vedono molte meno curve da qui alla conclusione!
Grazie ancora per lo spunto e per le belle parole.
Bebo

Anonimo
mercoledì 20 ottobre 2010 11:34:00 CEST

l'anno scorso record 0-8........a 43 anni ero felice di prendere cascate nelle già martoriate ginocchia, per permettere ad un rookie di guadagnere una yarda in più
ci stiamo duramente preparando in vista delle prossima stagione, nella quale festeggeremo le vittorie memori dell'amaro ingoiato......
positività, umiltà,sacrificio, sono componenti dello spirito di un giocatore di football americano
Max presidente e OL#75 Mustangs

mercoledì 20 ottobre 2010 11:35:00 CEST

ciao luca, io aggiungerei che nello sport non pro bisogna giocare per amore dello sport, e per la gioia nel poter praticare quello sport che ci fa ridere agli allenamenti e ci da soddisfazione quando ne paliamo con gli amici!!!!
Per il ragazzo che ti ha posto quella domanda rispondo che: GIOCO DA ANNI IN UISP E DA ANNI PERDO, MA OGNI VOLTA CHE MI ALLENO MI DIVERTO... E ADESSO COME ALTRE VOLTE SONO FERMO PER INFORTUNIO, SOLO IN QUESTI MOMENTI CAPISCI QUANTO TI MANCA ANCHE GIOCARE QUELLA PARTITA CHE SICURAMENTE PERDERAI.

Se non c'è la passione non c'è lo Sport

Anonimo
mercoledì 20 ottobre 2010 12:38:00 CEST

Caro Luca,
Sono pinamnte d'accordo con te e lo dice uno che si è sempre allenato tanto è ha giocato poco, forse perche una schiappa?? Non lo so ma sta di fatto che questo sporto lo ame sempre di più, e gli piace stare in mezzo a GIOCATORI DI FOOTBALL, sia in attivita che non.

Bonfiqb71

Anonimo
mercoledì 20 ottobre 2010 12:49:00 CEST

tanta roba luca!!!!6 sempre il solito guerriero solo che ti 6 anche cibernetizzato!!!!regolare,tutto quello che dici e' vero,nel football come nella vita o in ogni altro sport!!!!bisogna combattere per ottenere risultati,e nn fermarsi veramente mai!!!!

Anonimo
mercoledì 20 ottobre 2010 12:54:00 CEST

Scusate ma io credo che sia io che i miei ragazzi raramente siamo usciti dal campo perdenti. Perdente è chi non riesce a raggiungere l'obbiettivo prefissato. Abilità di un coach è avere il polso della propria squadra e porre obbiettivi raggiungibili solo con uno sforzo molto vicino al 100%. Se la squadra li raggiunge migliorerà di volta in volta e la sua crescità sarà costante. qualcuno non riuscirà o meglio non vorrà impegnarsi cosi tanto e lascerà il gruppo. In quel caso mi sono sentito un perdente, perchè non ho saputo motivare quel ragazzo, ma mi è successo percentualmente raramente. Per cui il perdente è chi rinuncia a migliorarsi e non chi vince o perde. Si può vincere senz amigliorarsi e si avrà perso e si può perdere con grandi progressi e si avrà vinto. Nessuno dei miei allenatori mi ha usato come carne da macello ne mai mi sono sentito tale, e nessuno dei miei giocatori si è mai sentito carne da macello, ne tale lo hanno considerato i suoi avversari. Sta a te sapere dove vuoi andare e cosa vuoi fare da grande.
Big Ram

mercoledì 20 ottobre 2010 14:05:00 CEST

Caro Luca
purtroppo, ho visto molte squadre poter usufruire della carne da macello in senso tale perchè non in grado di saper mettere in campo i giocatori e quindi giocare a tutti i costi.
Nonostante tutto, i giocatori stessi, erano felici.
Condivido il tuo pensiero, è bellissimo andare in campo, anche perdendo, perchè sai che quello che stai facendo è per il futuro, ma per chiudere il cerchio, chi verrà dopo deve avere il rispetto e la consapevolezza che se nel domani raggiungeranno obiettivi concreti è perchè qualcuno ha lavorato e sta lavorando per loro.
Insegnare il rispetto ai ragazzi di oggi per proseguire quello che appassionatamente tu hai iniziato è il lavoro più grande e più duro.

Un abbraccio
Valerio Bozzarini

mercoledì 20 ottobre 2010 14:27:00 CEST

Fa davvero bene leggere certe cose, è bello che ci sia qualcuno che riesce a scriverle... grande luca !
massi "creppolo" luccini

Anonimo
mercoledì 20 ottobre 2010 14:31:00 CEST

Caro Luca
Premettendo che a me è successo l'esatto contrario cioè ho iniziato vincente e finito perdente (come dice Big Ram "solo di risultati") e che ho deciso di calare il sipario solamente quando i troppi guai fisici non mi hanno permesso di dare il 200% in
campo, devo dire che il tuo ragionamento non fa una grinza.
Il mio commento all'esternazione di questo ragazzino è che se la frase è stata detta in un momento di debolezza diciamo che ci può stare, non siamo macchine e alzi la mano chi non ha mai avuto un solo momento di sconforto durante la carriera. E' ovvio però che, se il tuo cuore ha scelto di fare parte di questo mondo, la passione che brucia dentro ti porta a superare con determinazione e testardaggine anche i momenti più bui. Peggio sarebbe se questo rookie, a distanza di tempo, fosse ancora fermamente convinto di quello che ha detto. In tal caso penso sia meglio che lasci il football e che si dedichi ad un'attività un pò meno
cazzuta.

Witus
TE #89

mercoledì 20 ottobre 2010 18:11:00 CEST

Concordo con il il tuo concetto e userò la tua frase "L'onore non è la vittoria, la vittoria è il sigillo finale al percorso, l'onore è guardarsi dietro e dire ad amici fidati, FRATELLI "hai visto quanta strada abbiamo fatto assieme per arrivare qui?"..." come firma, ma dato che preovengo da un "era", dove per il football si mangiava fango e (scusate il francesismo) merda, sempre e da una parte d'Italia dove per farsi vedere dovevi sudare doppio ritengo che nel piacere di giocare a football ci si possa inserire anche il fatto di fare delle cose insieme a altre persone (ma che nel contesto sportivo diventano fratelli perchè faresti tutto per loro e loro per te), che se proverai a raccontarle altri ti rideranno dietro perchè inverosimili per molti.
Quindi l'unione della squadra crea quel sentimento di fratellanza che ti permette di fare il salto di qualità, ogniuno rispettandosi.

Venturini Stefano ex etruschi Livorno #58

barry20lions
mercoledì 20 ottobre 2010 21:44:00 CEST

grande Luca, concordo in pieno con la tua filosofia di sport e di vita che é anche la mia, continua così!

un abbraccio

Roberto "barry20lions"

Anonimo
martedì 16 novembre 2010 21:03:00 CET

Niente di più vero...
quest'anno per me è stato il primo campionato in questo fantastico sport, giocando tutte le partite dal primo all'ultimo minuto. Le esperienze vissute con i miei compagni, le trasferte, le partite, e l'amichevole con un college americano sono state per me motivo di crescita, non solo a livello sportivo, ma nella vita di tutti i giorni.
Purtroppo, in questo mio primo campionato non ho potuto assaporare la gloria di una vittoria, ma sono sicuro che presto arriverà e allora quel giorno potrò veramente capire quanto di giusto hai detto.
Un saluto a tutti quelli che come me amano questo sport.

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