venerdì 30 agosto 2013

Luca Bellora e gli "esodati" del football americano

Pubblicato da Luca Chirico alle ore: 17:15, quest' articolo ha: 1 commenti.

Chiedo innanzi tutto PROFONDAMENTE SCUSA a tutti quelli che sono "esodati" per il paragone, nutro molto rispetto per la loro condizione e non voglio mancare di rispetto, ma in un certo senso come termine questo si addice abbastanza alla situazione.

Quando si incomincia a giocare a Football Americano in Italia (come in molte parti d'europa) lo si fa SOLO per passione, questa nel tempo cresce e può portare ad inseguire il sogno andando a studiare e giocare negli States (come molti ragazzi italiani stanno facendo) e l'idea di smettere un giorno non passa mai per la testa.

Poi come ben si può capire nella vita possono capitare avvenimenti che ti portano a dover per forza smettere (lavoro, salute, famiglia...) e quindi con buona pace della passione te ne fai una ragione.

Normalmente invece si arriva ad un'età in cui ci si accorge di non essere più in grado di reggere il ritmo e stare dietro ai più giovani e quindi anche lì tocca farsene una ragione e smettere...

Ma quando invece tu sei in grado di giocare ancora nonostante sei considerato "un vecchio" e non puoi giocare per limitazioni imposte? Ne ho parlato con Luca Bellora...

Ciao Luca, nel football americano sei diventato una vera istituzione, per i pochi che ancora non ti conoscono ti potresti presentare brevemente?


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