Alcune cose che ho scritto...

Pubblicato da Luca Chirico alle ore: 19:20, quest' articolo ha: 0 commenti.

Ciao, riporto qui alcune note che ho scritto su Facebook perchè mi farebbe piacere che anche chi non le lesse all'epoca della loro pubblicazione potesse farlo adesso. Linko anche alcuni "articoli" che ho pubblicato e che credo valga la pena di leggere.


Non sò che è...magari il natale che mi fa essere più sdolcinato...magari semplicemente a volte le cose ti vengono così dal cuore e le devi mettere nero su bianco subito  altrimenti dopo con la razionalità freni il tuo istinto a lasciarti andare...


Tant'è!


Ieri ho letto una frase che mi ha colpito, diceva "Gli amici sono la famiglia che scegliamo per noi stessi".


Subito ho pensato "Cazzo, vero!", sono andato oltre ed ora un flash...


Non è vero, almeno per me! Gli amici sono un legame forte, non tutti sono parte di quella famiglia, alcuni sì altri no, non è questione di durata della conoscenza, ma di intensità...di esperienza...di empatia.


La mia famiglia che ho scelto è un altra cosa...l'ho scelta senza sapere cosa sarebbe divenuta per me, cosa mi avrebbe dato e come mi avrebbe cresciuto... 

La mia FAMIGLIA sono i Red Jackets, sono entrato ragazzo e ne sono uscito uomo, la frequento poco causa distanza, ma quando ci capito dentro, che sia per due ore o per una giornata il tempo sempre non esistere, volare, scambiare sensazioni, gioie e dolori assieme...come una FAMIGLIA. Chi non ha mai provato una cosa così non capirà il senso di queste righe, chi le ha provate (ovunque, compagnia di amici, squadra sportiva, scuola...) capirà bene invece... 

VI VOGLIO BENE!

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Le lacrime di mio fratello sono le lacrime di un UOMO... 


(lunedì 22 giugno 2009)

Mi sarebbe piaciuto raccontare dei Reds vincitori della Golden, ma purtroppo così non è.
Mi sarebbe piaciuto vedervi gioire ieri e far festa fino a tardi, ma purtroppo così non è stato.
Purtroppo non possiamo farci nulla, così è andata...


Non parlerò delle scelte prese ne le giudicherò, non è giusto e non è compito mio.
Non punterò il dito contro gli arbitri, sarebbe facile ma non sarebbe corretto.
Non nasconderò che loro hanno meritato più di noi, pur non avendo nulla più di noi.
Purtroppo non possiamo farci nulla, così è andata...


Non mi soffermerò su chi ha giocato bene e chi male.
Non dirò chi mi ha colpito per cuore ed intensità.
Non parlerò delle mie sensazioni...
Parlerò di una cosa che mi ha colpito, una cosa che dimostra che a volte le parole non bastano e non servono.


Ieri a fine partita tra le mille lacrime spese sia da parte mia che dei ragazzi una cosa mi ha colpito, mi ha colpito al cuore come non pensavo potesse succedere.


Ieri un ragazzo, un mio fratello mi ha inorgoglito! Mi ha reso fiero di far parte di questa famiglia, ieri quando ho visto piangere mio fratello mi sono commosso perchè erano lacrime intense, pesanti, non lacrime inutili come ho sentito dire...

Queste lacrime mi hanno commosso dicevo, ma il cuore si è GONFIATO d'orgoglio quando andandogli a parlare e cercando di consolarlo mi ha detto che non piangeva per la sconfitta, piangeva perchè probabilmente alcuni suoi fratelli non avrebbero avuto un altra possibilità di giocare una partita così importante, piangeva anche per me, perchè mi aveva fatto una promessa e non era riuscito a mantenerla. Questo vuol dire far parte di una famiglia, così ho sempre vissuto la squadra e mi piace che anche gli altri la vivano, NOI e poi io, le soddisfazione del gruppo e poi le personali!


Grazie, GRAZIE DI CUORE...sono state le parole più belle che ho sentito in 14 anni di football!


Non dirò chi sei e non voglio che tu lo faccia, è una cosa nostra, un momento che custodirò gelosamente per tutta la vita. Le lacrime non sono segno di debolezza, le lacrime non sono da donnette, queste sono lacrime da UOMO!

Ricordate che un uomo non è quello che non piange mai, un UOMO è quello che ricorda il sapore amaro delle lacrime e fa tesoro dell'esperienza per non doverne più assaggiare il sapore.



Grazie a tutti per la giornata di ieri.
Grazie ai genitori ed alle fidanzate per la compagnia in pullman.
Grazie ad Enrico, Bubba, Michele, Samba e Johnny per aver lasciato me e Jorge in panchina con i ragazzi.
Grazie ad Jorge per la sua simpatia.
Purtroppo non possiamo farci nulla, così è andata...


E adesso? Adesso una stagione si è chiusa, un altra si prospetta davanti, ci sono bimbi da far crescere, ragazzi da maturare e uomini da gratificare...


Mi piacerebbe essere più presente, ma la mia vita non me lo permette, i miei impegni non mi consentono che di vegliare su di voi da lontano e venire ogni tanto in famiglia...ma so che ci sono UOMINI che porteranno avanti la tradizione.


Adesso mi getterò capofitto nell'organizzazione della mia prossima stagione a Novara, ho cullato il sogno di poter vestire ancora la MIA maglia, ma non mi è fisicamente possibile, non ci sono i tempi per riuscirci ed ho già impegni con altri ragazzi. Non sarà la stessa cosa, ma la passione che ci metto mi porterà a vivere intensamente comunque questa avventura, cercando di trasmettere ad altri ragazzi l'attaccamento alla propria squadra come in maniera del tutto PRESUNTUOSA spero di essere riuscito negli anni che vestivo la GIUBBA ROSSA!

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Quando un sogno si avvera... 


(lunedì 15 giugno 2009)

Questo non è solo il racconto di uns ogno che si avvera...
è il racconto di una storia d'amore, di una rincorsa lunga 15 anni, una storia di sudore, fatica, sangue, botte, insulti, gioie e dolori...


Un giorno nel febbraio 1996 ricevo una telefonata da un mio amico che grosso modo è questa "Ciao Luca, oggi a scuola sono venuti a presentare il football americano, lo conosci?" Ed io "Sì, lo seguo dal 1990..." e Massimo "Ok allora andiamo a provare a giocare?"...Ecco, tutto comincia con una telefonata...


Da allora ad oggi sono passati migliaia di km per strada spesi tra trasferte e corse al campo d'allenamento, centinaia di ragazzi conosciuti al campo, litri di sudore, parolacce e bestemmie tirate dietro al coach di turno per il culo così che ti faceva fare...


Sono stati dati e subiti colpi duri in campo e fuori, abbiamo visto allontanarsi amici (alcuni volontariamente altri forzatamente), non abbiamo più persone care con noi ma siamo sempre nel bene e nel male rimasti uniti...


Ogni inizio stagione il sogno era sempre quello, arrivare in fondo e giocare il superbowl...Ma erano anni difficili per noi, i Reds erano un bel gruppo di amici, ma non erano ancora una squadra pronta a volare alto...


Le tappe fondamentali sono coincise fortunosamente o meno sempre con anniversari importanti...con date che chi come me c'è quasi dalla fondazione non può e non potrà mai dimenticare...


La prima tappa fondamentale è nel 1999 quando una scelta che allontanerà definitivamente alcune persone porterà alla decisione di creare una giovanile per l'anno successivo...Siamo nel '99 ripeto, il 5° anno della squadra...


Facciamo un salto avanti fino al 2004 dove i "bimbi" della giovanile sono cresciuti e si sono integrati in quello che è diventato lo zoccolo duro della squadra, quei ragazzi che giovani e giovanissimi avevano iniziato 10 anni prima e che sono pronti a raccogliere il primo traguardo sportivo nella storia della società...L'impresa riesce a metà, tutti rimangono stupiti da questi Red Jackets che erano visti come la vittima sacrificale del campionato ed invece arrivano fino alla finale di Grosseto nel campionato di Arena (la versione del football 9 contro 9), ma il titolo sfugge ed i ragazzi rosso/argento si devono accontentare di un secondo posto...


Altro salto in avanti ed arriviamo ad oggi, al 15° anno di vita della squadra...Oggi dove altri bimbi della giovanile si integrano con i pochi superstiti dell'inizio, dove i giovani sono diventati ragazzi ed i ragazzi uomini...Oggi dove il sogno di vedere i RED JACKETS AL SUPERBOWL si è avverato, dove pur non giocandoci più e come se ci fossi anch'io...


Oggi corono il sogno che ogni anno facevo, non ho mai sognato di vincerlo, perchè in cuor mio sapevo che allora non eravamo pronti per sognarlo...ADESSO sì, adesso il sogno è lì a portata di mano...


Ogni colpo dato e preso in questa squadra è mio, ogni ricezione fatta o mancata è mia, ogni TD ricevuto o corsa è mio, ogni vittoria ed ogni sconfitta è mia...Presunzione? NO! Dico così perchè io non solo ho giocato in questa squadra, mi è entrata nel sangue, ho il suo marchio sulla mia pelle, ci sono entrato ragazzo e ci sono diventato uomo, mi ha cambiato...mi ha dato tanto ed è ora che questa riceva qualcosa anche lei...


Ho vestito altre maglie, forse altre ancora ne vestirò, ma quello è stato e sarà Football, questo per i Reds è amore...sono due cose diverse...


Ed adesso ne rimane una ancora da giocare, si dirà che la più importante, la partita della vita, l'obbiettivo massimo per uno sportivo...CAZZATE, è una partita come un altra, DA VINCERE...perchè io voglio vincere anche a biglie, non mi accontento mai di un secondo posto...


Grazie ragazzi, grazie di cuore a tutti, da lassù Nanni, Dante e Jacopo saranno orgogliosi di voi come lo siamo tutti noi che amiamo i REDS!

 



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